
Apologia dell’ errore
LA VITA È PERFETTA CON L’ ERRORE
Apologia dell’ errore
Un bivio, due scelte, qualche metro, a destra, o forse a sinistra, contro sterzo, sinistra, destra, titubanza, non si sa come fare, dove andare, si sbaglia o è esatto, al centro lo schianto, virata, almeno si evita l’ impatto, se si sbaglia è meno peggio.
Evitare l’errore è un arte, ma è innanzitutto un non partire, è non arrivare mai al bivio, ogni bivio ha una nota di spavento, l’ orrido del nuovo, in quanto inesplorato, oppone resistenza.
Ma l’ errore è anche rovina, per poi ricostruire un qualcosa di più stabile. L’errore rappresenta un tratturo nella foresta della coscienza, verso la buia conoscenza, percorre la strada in ombra verso l’ illuminazione, oltre la logica.
Il nostro cammino è il luogo dell’ imparare continuo, tutto ciò che impariamo inizialmente è incerto e precario, è frutto di continue insicurezze, diventa tutto sempre più certo, col tempo.
La stessa ricerca scientifica, passa attraverso migliaia di tentativi ed errori, prima di giungere ad una idea sicura.
‘Il progresso è dato dal brancolare da un errore all’altro’. (H. Ibsen)
Un errore rappresenta la svolta per la vita. Le scelte migliori, si fanno dopo errori migliori.
È un paradosso.
Apprendiamo per prova ed errori, quanti scarabocchi abbiamo fatto prima di imparare a scrivere. Chi rimprovera un errore, nega di essere uomo. “Errare humanum est” ( Seneca )
L’errore è ciò che ci rende immancabilmente tutti simili.
“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra” ( Gv 8.7 )
Effettuare una scelta, decidere, ci rende irrimediabilmente diversi.
Il nostro malessere è l’espressione del nostro modo unidirezionalmente ‘giusto’ di osservare ed intendere la vita.
Per cambiare è necessario discostarsi dal proprio baricentro di vedute, ci convinciamo attraverso le esperienze che conosciamo, ciò che non ci convince potrebbe invece essere la strada esatta.
Chi sbaglia, insomma, cammina, cresce, apprende dalle Sue cadute e va veloce, chi non sbaglia è a folle, è un perdi giorno, strombetta, romba, consuma pieni, ma non parte mai.
Il saggio è un esperto di errori non di consigli. È un saggio perché sa come sbagliare, lo sprovveduto è un perfezionista che non sbaglia mai strada, prende la solita, resta lì, è immobile e più resta irremovibile, più grosso è l’errore, perché sa di sapere. L’errore, più è meraviglioso, più arricchisce, più rende saggi
Tra immobilismo ed errore, l’errore pone pluri prospettive, dispiana nuovi orizzonti, verso crepuscoli conoscitivi, verso l’ inaspettato.
Lo sbaglio rappresenta un compromesso con l’ incoerenza.
L’ immobilismo propone ciò che è scontato, comune e solito, è un divieto d’ accesso al divenire, un giro giro tondo su asfalti in loop già percorsi.
Non esistono errori che non aiutino a crescere.
giorgio burdi
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